Nota dell'Editore
Giunti al quinto numero, possiamo affermare di aver preso il ritmo: siamo ormai una pubblicazione stabile. Quando abbiamo cominciato a lavorare a questa rivista, eravamo certi che tutti quanti, nel mondo della kinesiologia applicata, l'avrebbero acquistata. Se abbonamenti e pubblicità ci hanno consentito di continuare a proporre un prodotto di qualità, abbiamo incontrato qualche resistenza da parte di alcuni gruppi. Anche se possiamo fare a meno del loro aiuto finanziario, abbiamo bisogno del loro supporto morale, in quanto stiamo cercando di promuovere il contributo alla salute e al benessere dell'umanità di strumenti come il test muscolare.
Concordo sul fatto che la validità di uno strumento sia sancita dalla qualifica di chi lo usa. Di fatto, il test muscolare kinesiologico è uno strumento estremamente potente e può causare sia il male che il bene, secondo l'uso che ne viene fatto. Molti gruppi importanti, il cui sostegno finanziario sarebbe stato prezioso per il successo della nostra rivista, non hanno sottoscritto abbonamenti per il fatto che, occasionalmente, parliamo anche delle "altre" forme di kinesiologia. Alla kinesiologia applicata va naturalmente il mio intereresse primario, in ragione della grande ammirazione che nutro per il suo fondatore, George Goodheart, e per la professionalità della ICAK, nonché per il rigore dei suoi standard di ammissione. Tuttavia, dal punto di vista editoriale, devo tenere conto della notevole quantità di altro materiale esistente. Che ci piaccia o no, le nostre tecniche finiranno sempre, inevitabilmente, nelle mani di persone non qualificate a usarle. Lo stesso accade per le riviste di odontoiatria e chirurgia. Ciò che possiamo fare è educare le persone che si sono impossessate del nostro materiale, e informarle circa i limiti della sua applicazione in funzione dell'abilità del terapeuta. In passato, alcuni hanno cercato di distruggere materiale informativo di un certo tipo, bruciando i libri per impedire alla gente di leggerli. Credo che questo dovrebbe insegnarci qualcosa.
DANIEL DUFFY, SR.
Un uomo guidato dai propri principi
La sua continua pratica di "giusto pensiero" combinato con "giusto comportamento" lo hanno collocato tra i primi kinesiologi al mondo.
Nato a Providence, Rhode Island nel 1930, il dottor Daniel Duffy, Sr. si è laureato nel 1972 presso il Logan College of Chiropractic ed è tra i membri fondatori dell'International College of Applied Kinesiology. Si è inoltre specializzato in neurologia ed è un elettromiografo affermato.
Prima di accostarsi alla chiropratica, il dottor Duffy si è distinto negli studi durante ventun'anni di carriera nell'aviazione, frequentando otto tra le principali università e, contemporaneamente, partecipando a ricerca, progettazione e controllo dei bombardieri nucleari B52 e B58. Dal 20 giugno, 1972 ha esercitato la professione chiropratica a Geneva, Ohio, vicino a Cleveland, e all'inizio del 1997 è stato scelto come chiropratico della squadra di baseball dei Cleveland Indians.
Quando gli è stato chiesto un commento sul dottor Duffy, il dottor David Leaf ha osservato che "il dottor Duffy è uno dei maestri originali della kinesiologia applicata, membro del gruppo che è stato soprannominato 'quella sporca dozzina'. Nel corso degli anni, si è mantenuto fedele alle concezioni originali del dottor Goodheart. È un uomo che dice quello che pensa. Il suo atteggiamento può forse suscitare antipatia, ma si può star certi che dirà sempre ciò che sente e in cui crede".
KINESIOLOGIA APPLICATA E OMEOPATIA
Correlazione muscolo/organo/rimedio
Parte 3
4. Correlazioni muscolo/organo/rimedio
III. CONCLUSIONE
IV. APPENDICE - Kinesiologia Applicata e Omeopatia: una procedura che collega muscoli organi e rimedi
V. BIBLIOGRAFIA
In questa sezione elencherò l'esperienza personale dell'autore con i singoli muscoli e la correlazione dei rimedi omeopatici individuali. Nessun elenco sarà completo in quanto esistono più di 3.000 rimedi omeopatici, ognuno con più rubriche. La correlazione organo-ghiandola/muscolo/meridiano della kinesiologia applicata standard sarà seguita da un breve elenco dei rimedi più comunemente associati. Con alcuni rimedi saranno incluse alcune note dominanti per aiutare il curante nel sceglierla per il test muscolare secondo quanto già detto sopra. Una nota dominante è la guida caratteristica del quadro del farmaco omeopatico. Si può pensarla come un patognomonico per un complesso di sintomi. Un rimedio non dovrebbe mai essere scelto solo sulla base della nota dominante, ma sulla totalità dei sintomi collegati con l'esame di kinesiologia applicata. Tuttavia, esse sono utili in molte occasioni come aiuto per la scelta di un rimedio e per familiarizzare il curante con il loro uso.
DURNED IF YOU DON'T - DURNED IF YOU DO
Perché una risposta di rafforzamento muscolare non è sufficiente
PARTE 1
Le procedure terapeutiche, in kinesiologia applicata (K.A.), danno luogo a un rafforzamento muscolare che sembra essere un risultato apprezzabile. Tuttavia, al rafforzarsi di un muscolo, si accompagna spesso una reazione d'indebolimento in un'altra regione dell'organismo. Si discutono esempi di questa dinamica in ambito strutturale, chimico e mentale. I pattern strutturali sono associati a procedure improprie di manipolazione; quelli chimici, all'assunzione di zuccheri, estratti ghiandolari e preparati ormonali, alla produzione dei neurotrasmettitori e a trattamenti omeopatici associati ad allergeni e metalli pesanti tossici. Infine, i pattern mentali sono discussi nel caso del "capovolgimento psicologico".
La K.A. è un sistema per monitorare i risultati del test muscolare manuale in rapporto alla risposta a una procedura diagnostica fondata sulla stimolazione dei recettori sensoriali. I professionisti della K.A. concordano in genere nel ritenere che il rafforzarsi di un muscolo debole in seguito a uno stimolo sensoriale dev'essere considerato un risultato auspicabile e che un procedimento terapeutico associato ai recettori sensoriali dovrebbe senz'altro ricorrere a tale stimolazione.
Tuttavia, una risposta di rafforzamento di un muscolo è spesso accompagnata da una reazione d'indebolimento della muscolatura in un'altra parte dell'organismo. In altre parole, ciò che ha un'azione benefica su una funzione dell'organismo, può nuocere a un'altra. Questo dà luogo a un dilemma per il medico, che, se vuole fornire un trattamento in grado di migliorare una funzione dell'organismo, desidera però anche evitare un problema iatrogeno. Insomma, il terapeuta si trova nella difficile posizione che, con espressione anglosassone, si definisce "durned if you don't and durned if you do" (DIYD-DIYD), cioè "sbagli se non lo fai, ma sbagli anche se lo fai".
Intolleranze alimentari e ipertensione arteriosa
by Mauro Stegagno, M.D. Internal Medicine and Cardiology
L'osservazione che la presenza di intolleranze alimentari gioca spesso un ruolo di forte stress per il soggetto che ne soffre e che lo stress possa essere causa di ipertensione arteriosa, ha stimolato l'effettuazione del presente studio per la valutazione di una tale correlazione.
Ormai già da diversi anni è possibile valutare la presenza di intolleranze alimentari con una nuova metodica che permette di studiare ogni forma di tale patologia prescindendo dalla via effettrice terminale. Difatti è cosa nota come la via effettrice immunomediata sia solo una delle possibili modalità di espressione di una intolleranza. Studi di psico-neuro- endocrino-immunologia, hanno dimostrato come il quadro clinico possa essere dominato da manifestazioni psichiche (le così dette intolleranze "cerebrali"), neurologiche, endocrine (squilibri tiroidei, ipofisari, surrenalici, ovarici ecc.) e anche immunitarie. Diversi autori hanno sottolineato come l'infiammazione, lo squilibrio neurovegetativo e altri aspetti possano essere nient'altro che la manifestazione ultima di una intolleranza. In questa sede si vorrà porre l'attenzione alla correlazione tra intolleranze alimentari e ipertensione arteriosa.
Studi di fisiologia clinica hanno messo in evidenza come in presenza di intolleranza, il contatto del cibo con la persona interessata da un tale problema, determina in questi una reazione di stress con tutte la variazioni endocrino-metaboliche conseguenti.
Linguaggio del corpo, linguaggio della mente
La chiropratica è la medicina dell'energia. La KA è Kiropratica avanzata
by Bill Conder, D.C.
Nel suo Synopsis, David Walther, D.C. scrive: "Il corpo ha un suo linguaggio che fornisce informazioni in grado di rivelarci le cause delle varie patologie; la chiave è la capacità di comprendere questo linguaggio". Nel paragrafo successivo continua: "Una delle prerogative principali di Goodheart è la capacità di decifrare il linguaggio del corpo" (1).
PARTE 1
Il "linguaggio" al quale Walther si riferisce è la modalità di espressione del corpo che, se letta opportunamente, indicherà i disturbi funzionali del paziente o contribuirà alla manifestazione della sintomatologia. Tra queste forme di espressione vi sono la postura e altri segni fisici, i test ematici e delle urine, gli indicatori ortopedici e neurologici, e i risultati del test muscolare della kinesiologia applicata.