AK issue n.2 - Fall 1998


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Nota dell'Editore

Grazie per le Vostre positive risposte! I consensi che abbiamo ricevuto dopo il primo numero della rivista sono stati parecchi e ci stimolano a continuare con rinnovato entusiasmo. Già a partire da questo secondo appuntamento con AK, troverete una novità: un formato della rivista differente e ancora più piacevole da leggere. L'anno prossimo riusciremo a garantire la pubblicazione di quattro numeri anziché due, sempre nell'obiettivo di diffondere il più possibile la conoscenza dei vari aspetti della Medicina Kinesiologica e della sua importanza per mantenersi in salute. Oltre all'analisi e alla sintesi delle ricerche scientifiche svolte a livello internazionale in questo campo desideriamo, infatti, farVi co-noscere e capire insieme a Voi i risultati che ottengono i pazienti, le loro opinioni nei confronti di questa Medicina, il motivo che li spinge a rivolgersi al Kinesiologo. Non solo scienza, dunque, per i nostri lettori, già molto impegnati ad aggiornarsi con corsi e pubblicazioni tecniche, ma anche un po' di distrazione con le interviste a uomini e donne famosi che curano o si fanno curare con la Medicina Kinesiologica.





GEORGE GOODHEART
"Il Pioniere": la nascita della Kinesiologia Applicata

I pionieri hanno dato alla società motivo di plauso quando la loro perseveranza li ha condotti a straordinarie scoperte scientifiche. Per esempio, l'acuto spirito di osservazione del Dr. John Snow fu fondamentale per debellare l'epidemia di colera scoppiata a Londra nel 1854. Localizzando su una mappa della città i focolai di infezione giunse alla conclusione che il contagio proveniva dall'acquedotto. Il geniale contributo dato da Jacques Cousteau con l'invenzione dell'Aqua Lung nel 1943 aprì nuovi orizzonti nell'esplorazione sottomarina. La rivoluzione tecnologica ha avuto inizio cinquant'anni fa quando due scienziati dei laboratori Bell hanno inventato un aggeggio chiamato transistor ed è stato grazie alla perseveranza e alla lungimiranza di Andrew Grove che tale tecnologia ha dato origine al microchip nei computer regalandoci la possibilità di entrare in contatto immediato con gente e informazioni da ogni parte del mondo. Il grande inventore Alexander Graham Bell affermò una volta autorevolmente che la missione del National Geographic era quella di "capire meglio il mondo e quello che nel mondo viveva". In ogni campo di ricerca i pionieri condividono lo stesso obiettivo, "la volontà di migliorare il mondo in cui viviamo." Siamo fortunati a essere testimoni della straordinaria evoluzione della tecnica diagnostica conosciuta come Kinesiologia Applicata. Il suo fondatore, il Dr. George Goodheart, ha una filosofia del tutto personale: "Cerca di fare al meglio tutto quello che fai e tutto andrà bene". A 79 anni, George Goodheart è ancora attivissimo e continua a sviluppare nuove teorie e nuove procedure. Egli segue una ricetta molto semplice: "È necessario che impariamo a vedere quello che vedono tutti, ma dobbiamo imparare a considerarlo in modo diverso".





Compressione della vena giugulare nella diagnosi e nel trattamento delle lesioni craniosacrali
Sommario

La compressione manuale delle vene giugulari (o Manovra di Quecken- stedt) fa parte della routine abituale nella procedura della puntura lombare. Negli individui sani, nell'area della puntura si verifica normalmente un rialzo della pressione del CSF durante la compressione delle vene. L'autore ha osservato una consistente significatività clinica nell'uso della manovra per la valutazione e il trattamento della membrana craniosacrale e durale: nei pazienti con un tasso metabolico normale e in presenza di funzionamento normale del craniosacrale, dello stomatognatico e della membrana durale, la compressione delle giugulari non provoca alcun cambiamento nella forza di precompressione del muscolo. In presenza di una disfunzione si osservano al contrario mutamenti significativi nella forza di precompressione del muscolo. Si è ipotizzato che l'uso della tecnica durante l'esame routinario di Ki- nesiologia Applicata fornisca un aiuto inestimabile alla terapia craniosacrale.





Il "Bite" - parte seconda
PLACCHE

SOMMARIO

Le placche, comunemente denominate anche "Bite planes", "Plates" o "Splints", sono l'argomento di questa relazione, che potrebbe intitolarsi "terminologia usata nella definizione di placche", e come sottotitolo "uso quotidiano". Le placche, nate per sostituire i denti, col passare degli anni sono diventate prima apparecchi ortodontici e poi posizionatori funzionali delle arcate dentarie (placche funzionali). La placca funzionale è un morso con una superficie piatta sulla quale toccano contemporaneamente le cuspidi di stampo dei denti superiori se la placca copre i denti inferiori, o le cuspidi di stampo inferiori se la placca copre i denti superiori, e ha come scopi finali:

  • modificazione della memoria muscolare;
  • modificazione della propriocezione;
  • rilassamento muscolare;
  • posizionamento funzionale della mandibola;
  • stretching dei muscoli della mandibola.





Effetti neuromuscolari della disfunzione dell'articolazione temporomandibolare
Vincent Esposito, D.C., Brooklyn, NY
Gerald Leisman, M.D. and Yeal Frankenthal

Institute for Biomedical Engineering and Rehabilitation Services Touro College, 135 Carman Road, Dix Hills, New York 11746 USA
Vengono esaminati pazienti maschi e femmine neurologicamente sani, ma con una disfunzione dell'articolazione temporomandibolare con o senza interessamento della colonna cervicale usando test neurologici clinici standard per verificare l'equilibrio e la coordinazione. Il 70% dei pazienti con disfunzione dell'articolazione temporomandibolare senza interessamento cervicale mostra segni positivi di equilibrio, coordinazione e/o atassia riscontrati dopo aver sottoposto a tensione la mandibola del paziente estendendola lateralmente il più lontano possibile e anche dopo averla fatta aprire (il più possibile) o chiudere (mordendo verso il basso). La pre-stazione dei pazienti con interessamento cervicale non è stata molto diversa da quella dei pazienti senza interessamento cervicale. È indicato, perciò, un ulteriore esame della relazione tra l'ATM e i meccanismi uditivi, visivi, cerebellari e di coordinazione.





Psiconeuroimmunologia: origini, evoluzione e implicazioni sulla cura delle patologie
by Anna Zanardi, Ph.D.

La psiconeuroimmunologia (conosciuta anche come psiconeuroendocrinoimmunologia, PNEI) fa parte della rivoluzione della nuova medicina che, non a caso, segue il cambiamento dei paradigmi fisici e biologici imperniati sulle teorie einsteiniane, sulle recenti scoperte della medicina quantistica e sull'ipotesi dell'universo olografico. Oggi non è più possibile parlare di scienze esatte e scienze umanistiche, il nostro mondo non è più descrivibile dalle prospettive dicotomiche, ma tutto diventa unitario e gli estremi si toccano: la fisica quantistica indaga il paranormale, la biologia si occupa di molecole e del mondo subatomico dove tutto è relativo, la medicina integra finalmente in un unico modello l'agire del corpo e della mente. Ma come si è arrivati a questa rivoluzione?


info@kinmed.com



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