AK n.13 - Primavera 2002


Articoli - Abstract

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JANET TRAVELL: IL SUO SPIRITO E LA SUA OPERA CONTINUANO A VIVERE
di Erin McCloskey

In questo numero di AK siamo orgogliosi di presentare uno dei pionieri della medicina alternativa. Il lavoro della dottoressa Janet Travell ha influenzato la medicina tradizionale e alternativa ed è tra i fondamenti della medicina kinesiologica. Le sue rivoluzionarie scoperte nell’ambito del controllo del dolore miofasciale hanno condotto all’individuazione di quelli che ella stessa ha definito “punti trigger” e alla definizione della “terapia dei punti trigger”. Quest’ultima, non solo ha prodotto una modalità riconosciuta di trattamento del dolore miofasciale, ma ha permesso a migliaia di persone di trovare sollievo da un dolore precedentemente diagnosticato come cronico o non trattabile. Negli anni Cinquanta, la dottoressa Travell ha sfidato una professione medica conservatrice, riluttante ad accettare l’assistenza alternativa, e ha esercitato un influsso forte e positivo sul pubblico, sollecitandolo ad approfondire tali opzioni.

PRINCIPI FONDAMENTALI DEL DOLORE MIOFASCIALE
Relazione di Janet Travell, MD, 1 novembre 1984
(tenuta a Palm Springs, 2-6 nov. 1984, e presso la D.C. Dental Society, 16 aprile 1985)

Vorrei trattare, oggi, le ubiquitarie sindromi algiche miofasciali di testa e collo, che dipendono da punti trigger e dai relativi circuiti di feedback al sistema nervoso centrale. Questi punti trigger sono situati nelle strutture miofasciali: la muscolatura scheletrica e la sua fascia. I punti trigger si producono anche in cute, tendini, capsule articolari e periostio.
Una cosa curiosa a proposito dei punti trigger e delle relative sindromi algiche è il fatto che i sintomi permangono spesso ben oltre l’evento scatenante del trauma – macro o microtrauma che sia – a causa dei perduranti schemi riflessi che hanno luogo nel sistema nervoso centrale.
Inoltre, i punti trigger sono mantenuti in essere da continui stress meccanici (non la sollecitazione scatenante) sulle strutture miofasciali, che producono un sovraccarico ripetitivo o sostenuto dei muscoli interessati. Tali stress permanenti sono determinati, per esempio, da una gamba corta e da un’emipelvi piccola, da braccia corte, postura scorretta, meccanica corporea inefficiente, immobilità o immobilizzazione e raffreddamento dell’organismo, o ancora da un design antifisiologico dei sedili utilizzati. Le sedie possono costituire un grave rischio per la salute (“inquinamento da sedile”).
Anche le cause permanenti sistemiche possono essere molteplici. Tra queste si annoverano fattori infettivi (specialmente l’herpes simplex orale), metabolici, nutrizionali, allergici, viscerosomatici e psicogeni. Cause particolarmente frequenti sono carenze vitaminiche marginali e ipometabolismo (ipotiroidismo subclinico borderline).




GELOSI MIOFASCIALE: UN’ENTITÀ CLINICA “A SÉ STANTE” CHE PUÒ ACCOMPAGNARE ANOMALIE DI TIPO SUBLUSSATIVO E FISSATIVO, E ALTRE ANOMALIE MUSCOLO-SCHELETRICHE
di George J Goodheart, Jr, DC, DIBAK

L’opera monumentale della mia amica Janet Travell, MD, è ben nota. Frequenti sono i riferimenti, in letteratura e in sede di formazione, alle pubblicazioni, ai filmati e alle cassette che ha realizzato. Il presente materiale relativo alla gelosi miofasciale costituisce un ulteriore sviluppo in termini di KA della sua originale e più recente pubblicazione e rappresenta un’ulteriore applicazione terapeutica di alcune delle sue osservazioni.
I precedenti manuali di KA hanno delineato la tecnica “rilassamento della fascia”, che utilizza acido folico e B12 per ottenere un’attività di punto trigger muscolare del tipo “spruzza e allunga”. Al suo abbandono della tecnica dello spruzzo (per ragioni ecologiche) fece seguito l’uso del contatto mobile sulla pelle di cubetti di ghiaccio tenuti in mano. I manuali di KA descrivono anche la tecnica “stiramento/controstiramento” di Lawrence Jones, DO, e l’indebolimento muscolare che segue alla contrazione muscolare associata a questa tecnica. L’esperienza del metodo di trattamento di Robert Fulford, DO, che applica la tecnica di percussione a un muscolo sottoposto ad allungamento, dimostra l’efficacia della tecnica stessa nella riduzione del dolore e nell’ampliamento della gamma dei movimenti (ROM).
La discussione che segue introduce una nuova concezione del coinvolgimento fasciale e l’identificazione di un metodo KA per la diagnosi di un’entità clinica “a sé stante” con la categoria “gelosi miofasciale”. Precedentemente abbiamo identificato un punto trigger miofasciale, nei termini formulati dalla dottoressa Travell, mediante la risposta del muscolo in oggetto, sottoposto a un rapido allungamento e, come è risultato dal successivo test volto a riscontrare indebolimento muscolare, ciò si conferma valido. Il nuovo uso della “palpazione a tenaglia” del ventre muscolare, descritto da Travell nel suo Myofascial Pain and Dysfunction Trigger Point Manual, Williams and Witkins, 1991, capitolo 3, pag. 99, rappresenta una valida conquista della KA.


LA KINESIOLOGIA APPLICATA E LA FASCIA MUSCOLARE
di Scott C. Cuthbert, DC

Il presente articolo è incentrato sui problemi muscolari locali che non si individuano mediante localizzazione terapeutica su uno dei cinque fattori del forame intervertebrale (Intervertebral foramen, IVF). Si descriverà la natura fisica della fascia muscolare. Si passerà quindi a considerare l’importanza dell’analisi miofasciale nel trattamento chiropratico, come pure le interazioni tra sistema miofasciale e sistema craniosacrale. Si tratteranno le implicazioni della disfunzione miofasciale sul “linguaggio del corpo”. Si presenterà altresì l’uso della percussione al fine di risolvere le disfunzioni miofasciali, quale è stato descritto da Fulford, Travell, Jones, Nimmo, Rolf e altri. Infine, si presenterà l’approccio della kinesiologia applicata ai disturbi miofasciali.
Goodheart e l’ICAK si sono costantemente adoperati per allargare i confini del nostro approccio terapeutico, via via che si scoprivano altri fattori in grado di produrre debolezza o disfunzione muscolare in tutto l’organismo. Al punto in cui siamo nell’evoluzione della KA, la valutazione della disfunzione muscolare è divenuta un ambito assai ampio.
La vita è l’espressione del tono. In questa frase risiede il principio fondamentale della chiropratica. Il tono è il grado normale di tensione dei nervi. Il tono è espresso in funzioni, dalla normale elasticità, attività, forza ed eccitabilità dei vari organi, quali sono osservati in condizioni di salute. Di conseguenza, la causa della malattia è qualunque alterazione del tono.”(1)
Il tono nervoso, il tono muscolare e fasciale sono espressione del principio chiropratico della salute. Con le tecniche di test muscolare manuale (Manual muscle test, MMT) della KA, siamo in grado di valutare il “tono tissutale” e i fattori che lo alterano meglio di qualunque altro professionista della salute..



 

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