|
JOHN DIAMOND
E IL TERZO LATO DEL TRIANGOLO
Il dottor John
Diamond è uno dei pionieri della medicina alternativa e olistica.
La teorizzazione dellAnalisi dellenergia vitale (detta
originariamente Kinesiologia comportamentale), negli anni Settanta,
e la scoperta del nesso tra meridiani ed emozioni sono solo due
esempi di unattività scientifica che abbraccia unampia
gamma di discipline, risultato di oltre 40 anni di ricerca e pratica
clinica. Ha dato inizio alla sua carriera nellambito della
psichiatria, ma ha poi esteso il suo interesse alla medicina olistica,
sottolineando in particolare limportanza dellattenzione
al sofferente nella sua totalità. Ciò lo ha condotto
a formulare un metodo individuale di guarigione, fondato su un approccio
spirituale ed eclettico assolutamente unico. Oggi pratica in qualità
di consulente olistico e combina la sua esperienza in medicina,
psichiatria, medicina complementare, scienze umane, olismo, kinesiologia
applicata, teoria dellagopuntura, e arti (specialmente la
musica) per aiutare le persone a superare problemi relativi a corpo,
mente e spirito. Il dottor Diamond è stato il primo dottore
in medicina con preparazione kinesiologica applicata a diplomarsi
presso lInternational Board of Applied Kinesiology (1976)
ed è il solo medico specializzato in kinesiologia applicata
ad avere compiuto gli studi in contatto personale con la dottoressa
Florence Kendall, autrice di Muscles-testing and Function,
il manuale che ha originariamente ispirato il dottor George Goodheart.
Nel corso della sua lunga carriera nellambito della guarigione
e delle arti creative, il dottor Diamond ha indagato, attraverso
uningente attività di ricerca, numerose modalità
di guarigione, che formano la base della sua comprensione della
natura della malattia e del suo approccio unico a essa. Fondamento
del suo metodo è la consapevolezza che vi è, dentro
di noi, una grande forza di guarigione, lEnergia Vitale. Con
nomi diversi, lEnergia Vitale è stata riconosciuta
da varie culture egizia, indù, cinese, giapponese
e hawaiana nonché da studiosi come Ippocrate e Paracelso.
Per esempio, lagopuntura si fonda proprio sulla premessa che
lEnergia Vitale scorre lungo percorsi, o meridiani, nellorganismo
umano e che la malattia è il risultato della presenza di
ostacoli lungo tali percorsi, i quali possono derivare da un problema
fisico, emotivo o spirituale.
Il terzo
lato del triangolo
Il testo che vi presentiamo è parzialmente tratto da The
Work of John Diamond, M.D. and Applied Kinesiology, riprodotto
per gentile concessione di © John Diamond, M.D., 2001.
Il mio primo contatto con la Kinesiologia Applicata di George Goodheart
risale, credo, al 1973, quando praticavo la psichiatria già
da molti anni. E fin dal mio primissimo coinvolgimento con la Kinesiologia
Applicata, fin dalla mia primissima introduzione ai suoi principi,
compresi quale prezioso strumento poteva essere dal punto di vista
psichiatrico. Avevo sentito parlare del cosiddetto test muscolare
e infine rintracciai un chiropratico del Bronx di nome José
Rodriquez, uno dei primi a utilizzare la nuova tecnica. Entrai e
mi presentai. Mi disse: Estenda il braccio e dica Mi
piacciono gli ispanici (ciò che, naturalmente,
lui era). Eseguii e il mio braccio divenne debole. Ne fui così
entusiasta che lo abbracciai.
RUOLO DEL MUSCOLO SCALENO IN DISINSULINISMO E DOLORE AL COLLO CRONICO
NON TRAUMATICO
di Thomas A. Rogowskey, D.C., D.I.B.A.K.
Abstract
Indagando la frequente correlazione tra disinsulinismo e sintomi
di squilibri della colonna cervicale si è scoperto che il
muscolo scaleno anteriore risultava condizionatamente inibito se
sottoposto a test nellambito di un esame kinesiologico applicato.
Questo muscolo condizionatamente inibito è implicato in molti
dei sintomi associati a dolore al collo cronico, sindromi del plesso
brachiale, e instabilità della colonna cervicale. Il trattamento
del disinsulinismo facilita lo scaleno anteriore e migliora i sintomi
legati alla colonna cervicale. Impiegando la kinesiologia applicata,
è possibile realizzare un programma mirato, che sia specifico
per il paziente, per conseguire una migliore tolleranza allinsulina.
Introduzione
Scopo del presente articolo è dimostrare che il disinsulinismo
è allorigine di molti dei problemi lamentati dai nostri
pazienti. La discussione si incentra sulle fasi e sui sintomi del
disinsulinismo. Tra i sintomi trattati vi sono sindromi correlate
alla colonna cervicale che non sono state descritte in precedenza;
si fornirà una spiegazione logica della presenza di questa
sintomatologia. Si procederà quindi a una trattazione generale
dei rimedi, nel contesto di un uso della kinesiologia applicata
volto a stabilire lo specifico fabbisogno del paziente. La discussione
dei meccanismi che producono la causa del disinsulinismo sarà
invece lasciata ad altri autori.
Commento
e osservazioni cliniche
La kinesiologia applicata unisce i muscoli scaleno anteriore, medio
e posteriore in un test dei flessori del collo mediale e li associa
ad affezioni dei seni (1). Beardall, nel suo testo di Kinesiologia
clinica, associa lo scaleno anteriore a vescica e dotto deferente
(2).
Lindagine della rigidità cronica del collo nei miei
pazienti mi ha condotto alla nuova correlazione dello scaleno anteriore
con i meccanismi di metabolismo degli zuccheri. Ho osservato che,
quando il paziente presenta un dolore cronico al crollo, sussiste
costantemente uninibizione condizionata (CI) del suddetto
muscolo, insieme ad altri segni e sintomi tipici del disinsulinismo.
I punti riflesso per questo muscolo sono oggetto di ricerca e sembrano
situarsi bilateralmente lungo la cartilagine costale, a circa 5
cm dal processo xifoideo. Se viene efficacemente trattato il disinsulinismo
del paziente, ciò elimina spesso lesigenza di trattare
il muscolo; pertanto, si rende necessaria la messa a punto di un
protocollo per la rilevazione e la terapia del disinsulinismo.
IL DOTTOR
VICTOR FRANK E LA KINESIOLOGIA APPLICATA
di Erin McCloskey
Il dottor Victor Frank, D.C., N.M.D., D.O., ha inizialmente esercitato
la chiropratica come specialista di nutrizione e in seguito, con
grande successo, nel suo ambulatorio di Los Angeles, California,
lavorando con atleti professionisti di molte importanti squadre,
dagli LA Dodgers (baseball) ai Rams (football), dai Lakers (basket)
ai Kings (hockey su ghiaccio). Ha evitato centinaia di interventi
al ginocchio, nella consapevolezza che, con approcci alternativi,
questi atleti potevano tornare in campo senza subire il trauma invasivo
di unoperazione. La sua filosofia è: non sempre
hai quello che hai. Egli vede i sintomi come
un linguaggio che lorganismo usa per comunicare la presenza
di un problema. Se non lo si ascolta, lorganismo grida più
forte, ovvero la sintomatologia si aggrava.
Il successo di Frank può essere parzialmente attribuito alla
sua formazione, che ha beneficiato del contatto diretto con molti
importanti professionisti. Mentre ancora frequentava luniversità,
si ammalò gravemente e sua nonna cercò lassistenza
di uno specialista di radionica. Questo medico era in contatto con
molte personalità di rilievo, come B.J. Palmer, incarnazione
della tecnica chiropratica, Al Wernsing, fondatore della National
Upper Cervical Chiropractic Association (N.U.C.C.A.), Barney Minor,
George Mersingner, che ha messo a punto la Tecnica Diversificata,
Lou Smithson, e una miriade di specialisti tecnici. Frank ebbe la
possibilità di osservare questi grandi professionisti allopera
e di apprendere. Trascorreva tutto il suo tempo negli ospedali,
spazzando le aree di parcheggio o strofinando i pavimenti, ma ricevendo
in cambio lopportunità di imparare tecniche importanti
che nessun altro conosceva. Uno dei suoi video di chiropratica mostra
38 di queste tecniche del passato.
Più tardi, collaborò per quattro anni con John F.
Thie. A questepoca fu introdotto alla KA e allopera
di George Goodheart. Poco tempo dopo, partecipò alla creazione
(con il dottor Hal Havlick, D.C.) e alla definizione della Modificazione
totale dellorganismo (Total Body Modification, T.B.M.).
La T.B.M. incorpora i contributi di molti maestri dellarte
naturale della guarigione. Il nucleo iniziale della T.B.M comprendeva
le estrapolazioni ed esplorazioni delle sequenze del dottor Ridler
e molti dei primi saggi eclettici della kinesiologia applicata (KA).
Diagnosi
e controllo della funzione del metabolismo degli zuccheri
da Dynamics of T.B.M. Workbook, Module 1
Per gentile concessione del dottor Victor L. Frank, D.C., N.M.D.,
D.O.
Quanto segue si fonda sui risultati clinici di più di 1000
casi di disfunzione del metabolismo degli zuccheri. I casi allo
studio sono ipoglicemia, iperglicemia e sindrome da fluttuazione
della glicemia.
Si definisce Sindrome da fluttuazione della glicemia una oscillazione
della glicemia che comprende livelli iperglicemici e livelli ipoglicemici.
La suddivisione dei casi sopra citati è la seguente: ipoglicemia
25%, iperglicemia 25%, e Sindrome da fluttuazione della glicemia
50%. Presentiamo qui una breve descrizione della fisiologia e del
metabolismo degli zuccheri, i metodi diagnostici utilizzati, la
correzione delle relative affezioni, il supporto nutrizionale e
il controllo alimentare.
Il metabolismo degli zuccheri
In passato, per quanto riguarda il metabolismo degli zuccheri, si
è adottato il seguente modello interpretativo tradizionale.
Le Isole di Langerhans producono insulina, che regola la quantità
degli zuccheri al livello superiore. La glicemia si innalza e le
Isole di Langerhans rilasciano insulina, riducendo così il
livello degli zuccheri. Quando tale livello è basso, il surrene
rilascia adrenalina, che, a sua volta, libera le riserve di zucchero
nel sistema, innalzando così il livello glicemico. La situazione
ideale si ha quando insulina e adrenalina sono in condizioni di
equilibrio, mantenendo in tal modo un livello glicemico accettabile.
Secondo il pensiero tradizionale, ai pazienti che presentano un
livello ematico di glucosio eccezionalmente elevato viene somministrata
insulina o un antidiabetico orale che mantiene basso il livello
degli zuccheri. Daltra parte, ai pazienti che presentano abitualmente
livelli glicemici scarsi si prescrivono sostanze corticosurrenali,
iniettabili o in associazioni orali, per incrementare la glicemia
a valori accettabili.
La reazione fisiologica a questo trattamento è una soppressione
della produzione di insulina da parte delle Isole di Langerhans,
pertanto lintegrazione deve essere costantemente monitorata
e regolata. Lo stesso vale per lintegrazione surrenale. Viene
raccomandata una dieta priva di zuccheri e lorganismo è
tenuto sotto controllo mediante i farmaci.
|