AK n.12 - Inverno 2001-2002


Articoli - Abstract

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JOHN DIAMOND E IL TERZO LATO DEL TRIANGOLO

Il dottor John Diamond è uno dei pionieri della medicina alternativa e olistica. La teorizzazione dell’Analisi dell’energia vitale (detta originariamente Kinesiologia comportamentale), negli anni Settanta, e la scoperta del nesso tra meridiani ed emozioni sono solo due esempi di un’attività scientifica che abbraccia un’ampia gamma di discipline, risultato di oltre 40 anni di ricerca e pratica clinica. Ha dato inizio alla sua carriera nell’ambito della psichiatria, ma ha poi esteso il suo interesse alla medicina olistica, sottolineando in particolare l’importanza dell’attenzione al sofferente nella sua totalità. Ciò lo ha condotto a formulare un metodo individuale di guarigione, fondato su un approccio spirituale ed eclettico assolutamente unico. Oggi pratica in qualità di consulente olistico e combina la sua esperienza in medicina, psichiatria, medicina complementare, scienze umane, olismo, kinesiologia applicata, teoria dell’agopuntura, e arti (specialmente la musica) per aiutare le persone a superare problemi relativi a corpo, mente e spirito. Il dottor Diamond è stato il primo dottore in medicina con preparazione kinesiologica applicata a diplomarsi presso l’International Board of Applied Kinesiology (1976) ed è il solo medico specializzato in kinesiologia applicata ad avere compiuto gli studi in contatto personale con la dottoressa Florence Kendall, autrice di Muscles-testing and Function, il manuale che ha originariamente ispirato il dottor George Goodheart.
Nel corso della sua lunga carriera nell’ambito della guarigione e delle arti creative, il dottor Diamond ha indagato, attraverso un’ingente attività di ricerca, numerose modalità di guarigione, che formano la base della sua comprensione della natura della malattia e del suo approccio unico a essa. Fondamento del suo metodo è la consapevolezza che vi è, dentro di noi, una grande forza di guarigione, l’Energia Vitale. Con nomi diversi, l’Energia Vitale è stata riconosciuta da varie culture – egizia, indù, cinese, giapponese e hawaiana – nonché da studiosi come Ippocrate e Paracelso. Per esempio, l’agopuntura si fonda proprio sulla premessa che l’Energia Vitale scorre lungo percorsi, o meridiani, nell’organismo umano e che la malattia è il risultato della presenza di ostacoli lungo tali percorsi, i quali possono derivare da un problema fisico, emotivo o spirituale.

Il terzo lato del triangolo
Il testo che vi presentiamo è parzialmente tratto da The Work of John Diamond, M.D. and Applied Kinesiology, riprodotto per gentile concessione di © John Diamond, M.D., 2001.

Il mio primo contatto con la Kinesiologia Applicata di George Goodheart risale, credo, al 1973, quando praticavo la psichiatria già da molti anni. E fin dal mio primissimo coinvolgimento con la Kinesiologia Applicata, fin dalla mia primissima introduzione ai suoi principi, compresi quale prezioso strumento poteva essere dal punto di vista psichiatrico. Avevo sentito parlare del cosiddetto “test muscolare” e infine rintracciai un chiropratico del Bronx di nome José Rodriquez, uno dei primi a utilizzare la nuova tecnica. Entrai e mi presentai. Mi disse: “Estenda il braccio e dica ‘Mi piacciono gli ispanici’” (ciò che, naturalmente, lui era). Eseguii e il mio braccio divenne debole. Ne fui così entusiasta che lo abbracciai.



RUOLO DEL MUSCOLO SCALENO IN DISINSULINISMO E DOLORE AL COLLO CRONICO NON TRAUMATICO
di Thomas A. Rogowskey, D.C., D.I.B.A.K.

Abstract
Indagando la frequente correlazione tra disinsulinismo e sintomi di squilibri della colonna cervicale si è scoperto che il muscolo scaleno anteriore risultava condizionatamente inibito se sottoposto a test nell’ambito di un esame kinesiologico applicato. Questo muscolo condizionatamente inibito è implicato in molti dei sintomi associati a dolore al collo cronico, sindromi del plesso brachiale, e instabilità della colonna cervicale. Il trattamento del disinsulinismo facilita lo scaleno anteriore e migliora i sintomi legati alla colonna cervicale. Impiegando la kinesiologia applicata, è possibile realizzare un programma mirato, che sia specifico per il paziente, per conseguire una migliore tolleranza all’insulina.

Introduzione
Scopo del presente articolo è dimostrare che il disinsulinismo è all’origine di molti dei problemi lamentati dai nostri pazienti. La discussione si incentra sulle fasi e sui sintomi del disinsulinismo. Tra i sintomi trattati vi sono sindromi correlate alla colonna cervicale che non sono state descritte in precedenza; si fornirà una spiegazione logica della presenza di questa sintomatologia. Si procederà quindi a una trattazione generale dei rimedi, nel contesto di un uso della kinesiologia applicata volto a stabilire lo specifico fabbisogno del paziente. La discussione dei meccanismi che producono la causa del disinsulinismo sarà invece lasciata ad altri autori.

Commento e osservazioni cliniche
La kinesiologia applicata unisce i muscoli scaleno anteriore, medio e posteriore in un test dei flessori del collo mediale e li associa ad affezioni dei seni (1). Beardall, nel suo testo di Kinesiologia clinica, associa lo scaleno anteriore a vescica e dotto deferente (2).
L’indagine della rigidità cronica del collo nei miei pazienti mi ha condotto alla nuova correlazione dello scaleno anteriore con i meccanismi di metabolismo degli zuccheri. Ho osservato che, quando il paziente presenta un dolore cronico al crollo, sussiste costantemente un’inibizione condizionata (CI) del suddetto muscolo, insieme ad altri segni e sintomi tipici del disinsulinismo. I punti riflesso per questo muscolo sono oggetto di ricerca e sembrano situarsi bilateralmente lungo la cartilagine costale, a circa 5 cm dal processo xifoideo. Se viene efficacemente trattato il disinsulinismo del paziente, ciò elimina spesso l’esigenza di trattare il muscolo; pertanto, si rende necessaria la messa a punto di un protocollo per la rilevazione e la terapia del disinsulinismo.


IL DOTTOR VICTOR FRANK E LA KINESIOLOGIA APPLICATA
di Erin McCloskey

Il dottor Victor Frank, D.C., N.M.D., D.O., ha inizialmente esercitato la chiropratica come specialista di nutrizione e in seguito, con grande successo, nel suo ambulatorio di Los Angeles, California, lavorando con atleti professionisti di molte importanti squadre, dagli LA Dodgers (baseball) ai Rams (football), dai Lakers (basket) ai Kings (hockey su ghiaccio). Ha evitato centinaia di interventi al ginocchio, nella consapevolezza che, con approcci alternativi, questi atleti potevano tornare in campo senza subire il trauma invasivo di un’operazione. La sua filosofia è: “non sempre hai quello che ‘hai’”. Egli vede i sintomi come un linguaggio che l’organismo usa per comunicare la presenza di un problema. Se non lo si ascolta, l’organismo grida più forte, ovvero la sintomatologia si aggrava.
Il successo di Frank può essere parzialmente attribuito alla sua formazione, che ha beneficiato del contatto diretto con molti importanti professionisti. Mentre ancora frequentava l’università, si ammalò gravemente e sua nonna cercò l’assistenza di uno specialista di radionica. Questo medico era in contatto con molte personalità di rilievo, come B.J. Palmer, incarnazione della tecnica chiropratica, Al Wernsing, fondatore della National Upper Cervical Chiropractic Association (N.U.C.C.A.), Barney Minor, George Mersingner, che ha messo a punto la Tecnica Diversificata, Lou Smithson, e una miriade di specialisti tecnici. Frank ebbe la possibilità di osservare questi grandi professionisti all’opera e di apprendere. Trascorreva tutto il suo tempo negli ospedali, spazzando le aree di parcheggio o strofinando i pavimenti, ma ricevendo in cambio l’opportunità di imparare tecniche importanti che nessun altro conosceva. Uno dei suoi video di chiropratica mostra 38 di queste tecniche del passato.
Più tardi, collaborò per quattro anni con John F. Thie. A quest’epoca fu introdotto alla KA e all’opera di George Goodheart. Poco tempo dopo, partecipò alla creazione (con il dottor Hal Havlick, D.C.) e alla definizione della Modificazione totale dell’organismo (Total Body Modification, T.B.M.). La T.B.M. incorpora i contributi di molti maestri dell’arte naturale della guarigione. Il nucleo iniziale della T.B.M comprendeva le estrapolazioni ed esplorazioni delle sequenze del dottor Ridler e molti dei primi saggi eclettici della kinesiologia applicata (KA).

Diagnosi e controllo della funzione del metabolismo degli zuccheri
da Dynamics of T.B.M. Workbook, Module 1
Per gentile concessione del dottor Victor L. Frank, D.C., N.M.D., D.O.

Quanto segue si fonda sui risultati clinici di più di 1000 casi di disfunzione del metabolismo degli zuccheri. I casi allo studio sono ipoglicemia, iperglicemia e sindrome da fluttuazione della glicemia.
Si definisce Sindrome da fluttuazione della glicemia una oscillazione della glicemia che comprende livelli iperglicemici e livelli ipoglicemici. La suddivisione dei casi sopra citati è la seguente: ipoglicemia 25%, iperglicemia 25%, e Sindrome da fluttuazione della glicemia 50%. Presentiamo qui una breve descrizione della fisiologia e del metabolismo degli zuccheri, i metodi diagnostici utilizzati, la correzione delle relative affezioni, il supporto nutrizionale e il controllo alimentare.

Il metabolismo degli zuccheri
In passato, per quanto riguarda il metabolismo degli zuccheri, si è adottato il seguente modello interpretativo tradizionale. Le Isole di Langerhans producono insulina, che regola la quantità degli zuccheri al livello superiore. La glicemia si innalza e le Isole di Langerhans rilasciano insulina, riducendo così il livello degli zuccheri. Quando tale livello è basso, il surrene rilascia adrenalina, che, a sua volta, libera le riserve di zucchero nel sistema, innalzando così il livello glicemico. La situazione ideale si ha quando insulina e adrenalina sono in condizioni di equilibrio, mantenendo in tal modo un livello glicemico accettabile.
Secondo il pensiero tradizionale, ai pazienti che presentano un livello ematico di glucosio eccezionalmente elevato viene somministrata insulina o un antidiabetico orale che mantiene basso il livello degli zuccheri. D’altra parte, ai pazienti che presentano abitualmente livelli glicemici scarsi si prescrivono sostanze corticosurrenali, iniettabili o in associazioni orali, per incrementare la glicemia a valori accettabili.
La reazione fisiologica a questo trattamento è una soppressione della produzione di insulina da parte delle Isole di Langerhans, pertanto l’integrazione deve essere costantemente monitorata e regolata. Lo stesso vale per l’integrazione surrenale. Viene raccomandata una dieta priva di zuccheri e l’organismo è tenuto sotto controllo mediante i farmaci.



 

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